E con questa foto, scattata dalla sottoscritta in un momento di noia scolastica, mi ripresento sotto i vostri occhi. MA SALVEH!
E’ passato troppo tempo, gente, e mi siete mancati. Ma non notate anche voi qualcosa di strano? Il tema? Esatto, proprio lui. E’ stato il motivo di questa lunga assenza, credo. Hey, non prendetevela con me, ho dovuto sudare!
Ecco, visto che ho sudato tanto, vado a fare il bucato.
Naah, tranquilli, torno prossimamente con un nuovo post. Stay cool, folks!– Allie –
E con questa foto, scattata dalla sottoscritta in un momento di noia scolastica, mi ripresento sotto i vostri occhi. MA SALVEH!
E’ passato troppo tempo, gente, e mi siete mancati. Ma non notate anche voi qualcosa di strano? Il tema? Esatto, proprio lui. E’ stato il motivo di questa lunga assenza, credo. Hey, non prendetevela con me, ho dovuto sudare!
Ecco, visto che ho sudato tanto, vado a fare il bucato.
Naah, tranquilli, torno prossimamente con un nuovo post. Stay cool, folks!
– Allie –


Time to move on / New beginnings

May 09/13, 8:08pm



Sì, è tempo di muoversi.
E’ tempo di buttarsi le cose alle spalle.
Dimenticare? No, questo no. E’ impossibile.
Però, cazzo, a volte ci si stanca. Si tocca il fondo e ci si stanca.
E allora ‘fanculo tutto. Che tutto vada piacevolmente a farsi fottere.

Felici cazzi&mazzi a tutti.
Con amore,
– Allie.


(Senza titolo.) – PoStFogo #2

April 27/13, 5:35pm

E per la serie “Ommioddioèancoraviva!”, buonasera a tutti.
Quant’è brutto ritornare qui dopo parecchio tempo (‘mazza, sono tre mesi che non scrivo qualcosa), e dover fare tutta la solita manutenzione. Sì, perché c’è questo sfondo birichino che si diverte a sparire. Così, PUF.
Mm, lamentele a parte… mi fa piacere scrivere un po’, di nuovo. I fatti sono due: o poco tempo, o poca ispirazione. E già con un po’ di ispirazione non faccio un granché, figuriamoci senza.
Vabbè, ragazzi. Oggi si scrive per sfogo. Così, perché ne ho voglia, perché ho qualcosa da dire.

Sto passando un periodo a macchie: va tutto bene, TRANNE qualche sprazzo di “PAH! Mi sembri troppo felice, ti meriti un po’ di tristezza! TEH!” che la vita mi sbatte contro, godendoci come una matta.

Facciamo un resoconto: a scuola come stiamo messi? Eh… maluccio. Vita sociale? (Pfff, chiamala “vita sociale”, la mia!) Massì, va. (Ahahahahahah, no, okay, smetto di ridere, promesso). Famiglia? Preferirei non rivolgere la parola a mio padre. Rapporto con te stessa? Ah, così mi spiazzi! Non lo so. Non capisco neanche come sto. Ah, bene! Sì, benissimo.

La verità è che ho tristezza, dentro.
Non ho pianto più – per un motivo precisissimo – da… forse Dicembre? No, sto mentendo.
Quanto vorrei parlarne, quanto vorrei. Vorrei poterne parlare, poterlo scrivere, ma non posso. Non posso proprio.
Ah, cos’è che mi trattiene? Non voglio espormi troppo. Parlarne significherebbe mettere a nudo la mia anima, e non posso farlo. Posso farlo per altro, magari, ma non per questo. E’ qualcosa che proprio non posso fare.
Sì, sono stupida, lo so, forse anche di più!

Il flusso dei ricordi non si è ancora arrestato.
“Perché non lo fermi tu?”
Ah!, perché…?
Perché semplicemente non voglio. Non è evidente?
Ho gli occhi serrati dall’orgoglio, perché non voglio ammettere la realtà. No, ormai l’ho capito che quella porta è stata chiusa, ho buttato la chiave, lo so, ormai l’ho capito.*
“Ma allora ci speri ancora?”
E chi lo sa. Anzi, no… la verità è che io…

…non voglio saperlo.

"In cuor di donna quanto dura amore?

– (Ore).

Ed ella non mi amò quant’io l’amai?

– (Mai).

Or chi sei tu che sì ti lagni meco?

– (Eco).

Così riporta il Pirandello ne “Il Fu Mattia Pascal”.
E qui io chiudo, almeno per oggi.
Ho bisogno di restare da sola con il silenzio.
A presto.


– Vostra Allie.


(*): Se non sapete di cosa io stia parlando, provate a leggere "Chiudi i tuoi occhi e guarda i cieli che stanno cadendo”., due post fa.

UPbkst

Nuovo capitolo ora disponibile nella sezione
Behind His Eyes”!
________

Non ci speravate più, eh? Evvècredo! Non ci speravo neanche io!
P.S.: Sempre proiettata verso il miglioramento.
P.P.S.: No, no, TRANQUILLI, non ci vorrà così altrettanto tempo per il capitolo #4. Ci sto già lavorando ;)

L’anno delle stelle cadenti.

December 31/12, 11:35pm



«Dicembre! Ciao!», spalancai la porta.
«Ciao», fece con un dolce sorriso.
«Entra, entra!», gli feci gesti con le mani.
«Ah– v-veramente sto per andare…». Indicò alle sue spalle. «Sto per partire, sono qui solo per un saluto», ancora un sorriso.
«Capisco… non vuoi proprio entrare un attimo? Ti offro qualcosa, qualcosa di veloce!»
«No, davvero, mi stanno aspettando tutti», e ancora un grande e dolce sorriso. Si guardò gli scarponi.
Seguirono alcuni attimi di silenzio. Lo osservai meglio. Aveva un nome strano, un giaccone e della neve sulle spalle. Strano. E la sua espressione… era carica di emozioni intense. Tristezza, rancore, forse anche un po’ di rabbia. Eppure sorrideva. SORRIDEVA.
«Mi spiace che te ne vada così…»
«E a me dispiace ANDARMENE così. Vorrei…», prese un lungo respiro. «Vorrei aver potuto restare con voi, ma…». Alzò lo sguardo per un attimo. Occhi lucidi? «C’è qualcuno che mi sta aspettando. Vedi quel taxi? Farò un lungo viaggio. Devo andare avanti. Dobbiamo tutti andare avanti. E per quanto possa… essere… dura… e triste… bisogna rialzarsi e riprendere il proprio cammino. E’ vero, sono triste, molto triste… voglio dire… lasciarvi tutti qui, ma hey», mi guardò fisso negli occhi. «Ho passato dei momenti indimenticabili» e il sorriso suo più bello mi colpì dritta al cuore. «E li terrò tutti qui. Terrò tutti i ricordì qui, nel cuore», e dicendo questo si portò una mano al petto.
Ricordi, ecco cosa lo faceva sorridere così. Ricordi.


Già, ricordi.
Anche io ne avevo molti. Moltissimi, a dire il vero.
Un capodanno a casa con i miei, la scoperta di un grande musicista, una partita di pallavolo stracolma di soddisfazioni personali, un compleanno con gli amici, la creazione di un blog, un viaggio in Polonia, odio profondo verso me stessa, l’insopportabile ansia per l’uscita dei voti a scuola, l’ebrezza di un amore, la prima esibizione canora della mia vita, le uscite con gli amici, e poi una fine, una delusione, un nuovo inizio. Tante emozioni, forse troppe da ricordare.
Tante persone sono entrate e si sono sedute sul divano della mia vita. Alcune ci sono ancora sedute. Altre si sono alzate e hanno abbandonato la stanza. Altre stavano per abbandonare queste quattro mura ma stanno lentamente ritornando per sedersi. Altre stazionano sulla soglia della stanza. Altre magari avrebbero anche voluto restare. Altre ancora mi hanno scritto una dedica, su quel divano, con un pennarello indelebile. E infine… altre mi aspettano sul divano della loro vita. Per quelle persone io ci sarò, ci sarò sicuramente. Ma adesso voglio solo sedermi con quelle persone che sono rimaste, su quel divano di pelle cremisi, con quelle dediche nere che mi danno un pugno nell’occhio ogni volta che mi perdo in quel rossastro profondo. Procedo verso il divano. Oh, piantatela di fare casino, ragazzi! Fatemi spazio! Ecco, sì, bravi! Restiamo sempre così, okay? Ma è inutile, già non mi ascoltano più… inutile, mi perdo anch’io in mezzo a loro, tra risate, chiacchiere, amichevoli pugni e affettuosi insulti.
Adesso capisco come si sente.


Spuntò anche sul mio volto un sorriso come il suo.
In quel momento capii.
«Capisco», continuai a sorridere. «Non dimenticarti mai di noi, okay?». Il sorriso si fece più grande. Sentii gli occhi brillare. Anche i suoi occhi brillavano. «E adesso vai, altrimenti il tuo taxi partirà senza di te»
«Grazie di tutto. Resta così come sei, perchè è così che ti ricorderò»
«Non posso. Dobbiamo andare avanti, l’hai detto tu, no?», e ancora sorridevo.
«Hai ragione».
Attimi di silenzio vennero rotti da due colpi di clacson. Il taxi stava chiamando.
«E’ ora di andare»
«Già. Stammi bene in questi… dodici mesi», lo abbracciai amichevolmente.
Finito l’abbraccio, lo guardai scendere i tre gradini davanti alla mia porta. Lo guardai voltarsi verso l’auto, entrare nel taxi e partire. Non dimenticherò mai il suo sguardo dal finestrino. Mai.
Aspettai un po’. Mi persi nel vuoto, osservando la strada.
Ah, stavo quasi dimenticando la cioccolata calda! L’avevo messa nella tazza e…
Afferrai con leggerezza il pomello freddo della porta. Indietreggiai e chiusi lentamente la porta massiccia.

Cavolo, stavo ancora sorridendo.


Tantissimi cari auguri di buon anno a tutti.
– Allie.

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